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:autorivari è un network di professionisti della comunicazione associati che insieme assolvono a tutte le funzioni di un’agenzia di pubblicità a servizio completo con in più, al suo interno, due reparti strategici che normalmente vengono affidati in outsourcing: la videoproduzione e la fotografia.
:autorivari è pertanto un “contenitore” in cui convergono creativi provenienti da esperienze diverse che riescono a creare le sinergie necessarie a sviluppare progetti di comunicazione integrata o offrire singole soluzioni a necessità particolari: potreste cioè aver bisogno solo di qualcuno di noi, ad esempio un art director, un fotografo o un copywriter. Oppure di tutta la squadra.
autorivari: tutta polpa
Tutte le figure professionali che servono alla vostra impresa per comunicare bene.
Solo le figure professionali che servono.
Ecco il concetto di :autorivari, un gruppo di creativi che si occupa della comunicazione della vostra impresa. Come una macchina di formula uno: solo ciò che serve per andare più veloci. Ma a differenza della macchina di formula uno, vi costerà come un’utilitaria, perché non c’è niente di superfluo in ciò che andrete a pagare.
Si potrebbe anche dire: una mela senza torsolo.
Il “dream team”
Non è certo il fatto del risparmio che deve spingervi a scegliere :autorivari, ma soprattutto un fatto di qualità. Ci sono fattori oggettivi che dimostrano che il livello professionale sviluppato dagli :autorivari sia più elevato di quanto non avvenga nelle agenzie normalmente strutturate. Il gruppo è formato da solo creativi. Ognuno è indipendente perciò non esiste una gerarchia, che spesso produce un appiattimento creativo. Una ricerca pubblicata sulla rivista americana Science, che ha investigato sui meccanismi attraverso cui si costruisce un gruppo creativo, condotta su gruppi di lavoro nel campo della ricerca scientifica e dello spettacolo, conferma che il numero dei componenti di autorivari e la loro tipologia è perfetta per esprimere il massimo valore: un mix di componenti tra cui esperti e giovani che apportano innovazione ed efficienza. (Dall’articolo: “Giovani, esperti e non più di sette: ecco la formula dei dream team” di Claudia di Giorgio - La Repubblica del 29.04.05)
Ispirazione
Da dove traiamo l’ispirazione per i nostri progetti?
Innanzitutto dalla passione che ci rende avidi fruitori di tutto ciò che è bello è che è ricerca nel campo del design, della moda, della comunicazione, della fotografia, dell’arte, del cinema..
Poi dall’aver sviluppato un metodo di pensiero e di lavoro che privilegia quelle forme di comunicazione che richiedono l’applicazione di uno sforzo intellettuale, cercando di superare il banale.
Proviamo a muoverci in quella piccola striscia di pensiero che separa l’innovazione pura e l’arte dal déjà vu, per cogliere quel cambiamento che sembra essere nell’aria ma che solo una certa sensibilità riesce a percepire.
Sfogliamo avidamente le preziose pagine di Domus e quelle più specializzate di Archive; ascoltiamo i Radiohead, i Portished, i Massive Attack, fino a Brian Eno; ci esaltiamo alle mostre di arte contemporanea, le opere di Damien Hirts e di Cattelan, così come di fronte ai progetti dei nuovi edifici della Coop Himmelblau, di Norman Foster o Jean Nouvel. Ci lasciamo ipnotizzare dalla potenza creativa di MTV e navighiamo sul web sempre alla caccia di quello spirito di ricerca che non sconfina mai nel cattivo gusto, nel farsi notare a tutti i costi ma semmai, al contrario, una creatività discreta che cerca di toccare il cuore facendo però sempre attivare prima il cervello. Un po’ inglesi, un po’ tedeschi. Adoriamo la comunicazione della BMW, le pubblicità sottili di D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, Saatchi e Saatchi e Mc Cann Erikson.
Restiamo sbalorditi da tutto ciò che è creatività, dal pulsare della vita nelle grandi città europee e vogliamo credere che in una qualche misura, seppur insignificante, possiamo lasciare un piccolo segno del nostro passaggio. |
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